Rubrica – Diritto dell’energia e dell’ambiente: novità normative e notizie in breve – N.101-102/2015

Pubblicato su Rivista Ambiente n.101-102 2015

Avv. Gianluca Limardi

RIFIUTI PERICOLOSI: DAL 1° GIUGNO 2015 HANNO PIENA EFFICACIA LA DECISIONE 2014/995/UE E IL REGOLAMENTO UE N. 1357/2014
Dal 1° giugno 2015 acquistano piena efficacia nell’ordinamento italiano la decisione 2014/995/ UE e il Regolamento UE n. 1357/2014, che recano un nuovo elenco europeo dei rifiuti, nonché nuovi criteri per l’attribuzione del carattere di rifiuti pericolosi. Con la citata decisione, l’elenco europeo dei rifiuti, contenuto nell’allegato alla precedente decisione 2000/532/CE, viene sostituito con un nuovo elenco. Quest’ultimo tiene conto dei criteri, nonché della terminologia del Regolamento 1272/2008, che disciplina le sostanze pericolose e la loro classificazione, etichettatura e imballaggio. Nella normativa italiana, la definizione di “rifiuti pericolosi” è contenuta nell’art. 184 del D.lgs. n. 152/2006, che rimanda all’allegato D dello stesso decreto. Tuttavia, in attesa di un intervento di armonizzazione da parte del Legislatore italiano, dal 1° giugno 2015 l’allegato D (elenco dei rifiuti) e l’allegato I (caratteristiche dei rifiuti) del D.lgs. n. 152/2006 sono da considerarsi, stante la diretta applicabilità del regolamento europeo nell’ordinamento italiano, superati dalla normativa comunitaria.

IN VIGORE DAL 29 LUGLIO 2015 IL DECRETO LEGISLATIVO 105/2015, CHE RECEPISCE LA DIRETTIVA SEVESO III
Con il Decreto del 26 giugno 2015, n. 105, viene recepita la Direttiva 2012/18/UE (c.d. Seveso III) in materia di controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose. Il decreto aggiorna la precedente normativa, cioè il D.lgs. n. 334/99 (che recepiva la Direttiva 96/82/ CE  cd. “Seveso II”) e il D.lgs. n. 238/05, in attuazione della direttiva 2003/105/CE. Principali novità del decreto: maggiori competenze al Ministero dell’Ambiente, nel suo ruolo di coordinamento e indirizzo; modulistica unifi cata per tutto il territorio; controlli e ispezioni più frequenti negli stabilimenti.

CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZ. III, SENTENZA DEL 17 AGOSTO 2015, N. 34917
“…la deroga di cui al comma quinto dell’art. 266 del D.lgs. n. 152/2006, per la cui operatività occorre che il soggetto sia in possesso del titolo abilitativo per l’esercizio di attività commerciale in forma ambulante, ai sensi del D.lgs. 31 marzo 1998, n. 114, e che si tratti di rifiuti che formano oggetto del suo commercio, non opera con riferimento a categorie di rifiuti che, per la loro peculiarità, sono autonomamente disciplinate.”

VERSO LA COP21: UN DIFFICILE ACCORDO GLOBALE PER CONTRASTARE IL CAMBIAMENTO CLIMATICO
A pochi mesi dalla COP21, che si terrà a Parigi dal 7 dicembre 2015, ancora pochi Paesi, meno di un terzo di quelli partecipanti, hanno presentato i c.d. “Intended Nationally Determined Contributions” (INDCs), ossia i piani nazionali per la riduzione delle emissioni di gas, richiesti dalla UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change). Tra questi, l’Unione europea e, chiaramente, l’Italia, che, come dichiarato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, vuole essere in prima linea nel dibattito. L’Italia punterà sull’agricoltura, in quanto, secondo il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, la corretta gestione delle terre agricole, dei prati e dei pascoli rappresenta uno dei metodi cruciali per la riduzione dei gas serra nel secondo periodo di impegno del Protocollo di Kyoto (2013-2020).